10 agosto 2015

Luca Pilolli, sul chi segue la massa (aforismi da correggere).

“Chi segue la massa, è solo perché da solo non è nessuno.”
Oggi ho letto su facebook questo aforisma, che a mio avviso va decisamente migliorato e corretto. Chi lo ha pubblicato, con tanto di immagine, probabilmente era mosso da una buona intenzione, smuovere la coscienza, far aprire gli occhi. Vorrei far notare prima un simpatico paradosso che avviene nella dinamica sociale di facebook, ovvero chi lo condivide diventa a sua volta massa.
Detto questo, per quanto condivido l’idea di promuovere il “pensare con la propria testa, pensare diversamente”, la frase “Chi segue la massa, è solo perché da solo non è nessuno.” presenta vari problemi, vediamo quali:
  • è facilmente falsificabile
    chi frequenta una scuola, una università segue la massa, e la cultura dominante, ma non è detto che sia nessuno. Quindi possiamo già affermare relativamente a questa generalizzazione un importante: dipende.
  • Inoltre ricordo sempre volentieri che “l’essere di una persona è un’astrazione più grande di quanto affermiamo di essa usando il verbo essere”, (vedi Alfred Korzybski ed il verbo essere);
  • la frase non è né assertiva né in strategicamente induttiva.
Nell’ottica di migliorare le affermazioni volenterose propongo delle possibili alternative. Nel primo caso possiamo indurre il lettore a porsi delle domande e darsi pertanto delle risposte:
“Chi segue la massa lo sta facendo senza chiedersi dove sta andando?”
In tal caso ricordiamoci che


Quindi  chi sta seguendo la massa si sta adeguando ai programmi (la strada, il percorso) che qualcun altro ha scelto ed elaborato per lui (ed in genere non è a suo vantaggio).
Nel secondo caso attraverso una affermazione lanciamo un monito:
“Chi segue la massa non scoprirà mai strade nuove, inesplorate.”
“Chi segue la massa non scoprirà mai il proprio unico percorso.”
La prima versione, “Chi segue la massa, è solo perché da solo non è nessuno”, quella dell’immagine risulta in definitiva inutilmente aggressiva nei confronti dell’identità, invece di focalizzare l’attenzione sul tipo di azione e scelte che uno sta facendo.
Una persona non è stupida (indefinitvamente), si sta comportando in maniera stupida (in quel dato momento o fino a che non cambia tipo di comportamento cioè azione o azioni).
Si, certo una persona ci può arrivare forse indirettamente, comunque solo dopo essersi preso del “sei nessuno”. In termini di efficacia ed efficienza comunicativa questo stile comunicativo risulta inefficace ed inefficiente. Il motivo?
Ce lo dice George Bernard Shaw:
“Col tono giusto, si può dire tutto. Col tono sbagliato, nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.”



Dove per tono si intendo non solo il “come”, anche il “cosa” si dice. E la scelta delle parole denota non solo attenzione, sensibilità, e cultura, anche intelligenza empatica.

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