02 settembre 2013

Alexander Neill, sull'Obbedienza e Disciplina

Un bravo genitore sa identificarsi con suo figlio, comprendere le sue ragioni, rendersi conto dei suoi limiti senza secondi fini o risentimenti.
Una madre mi scrisse che voleva che sua figlia le obbedisse.
Io stavo insegnando alla figlia a obbedire a se stessa.
La madre la trovava disobbediente, mentre secondo me era sempre obbediente.
Cinque minuti fa è entrata nella mia stanza per parlarmi di cani e di come si addestrano. «Vai via di volata,» le ho detto, «sto scrivendo.» E lei se ne è andata… senza una parola.
L’obbedienza dovrebbe essere una forma di cortesia nei rapporti sociali. Gli adulti non dovrebbero avere il diritto di essere obbediti dai bambini. L’obbedienza deve venire dall’interno, non deve essere imposta dall’esterno.
La disciplina è un mezzo che tende a un fine. In un esercito, la disciplina ha lo scopo di permettere di combattere nel modo più efficiente. Una disciplina di questo genere subordina l’individuo alla causa. Nei Paesi disciplinati la vita vale poco.
Pagina 146
Capitolo: L’Educazione del Bambino > Obbedienza e Disciplina.
Libro: I ragazzi Felici di Summerhill


Autore: Alexander Neill
Alexander Neill


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